Il calcio femminile diventa professionistico

Calcio femminile

Il calcio femminile diventa professionistico

Il calcio femminile diventa professionistico

Dal 1° luglio 2022 anche il calcio femminile italiano diventerà professionistico. Si è, infatti concluso l’iter, iniziato nel 2020, con l’approvazione del Consiglio Federale delle ultime norme disciplinari e il completamento delle modifiche alle normative conseguendo il passaggio al professionismo per la Serie A femminile a partire dalla prossima stagione sportiva.

Domande e risposte rapide

  • Il calcio femminile professionistico ha conseguenze su quello dilettantistico?

    Certamente. Avere infatti la prospettiva di coronare il sogno del professionismo sarà sicuramente motivo di grande stimolo per le giocatrici di dedicarsi con le massime energie per realizzare questo traguardo.
  • Lo stipendio delle calciatrici si avvicina a quello dei calciatori professionisti maschi?

    Non è necessariamente correlato l’essere professionista con il percepire retribuzioni faraoniche; infatti, anche nel campionato maschile non tutti i calciatori percepiscono gli esorbitanti stipendi riservati a selezionati calciatori. Molto lo fa il mercato, la richiesta e la domanda e soprattutto la popolarità del campionato in cui giocano.
  • Il calcio femminile professionistico come influisce sul mercato?

    L’avvento del professionismo nel calcio femminile porterà sicuramente ad un’espansione del calcio mercato, con la possibilità per i club di fare plusvalenze, vendendo giocatrici cresciute nel settore giovanile o acquistate a poco prezzo.

Calciatrici professioniste a pieno titolo, ma anche gli stipendi?

Si può a buon diritto parlare di cambiamento epocale, infatti questa decisione della Federcalcio comporterà senza dubbio una vera rivoluzione per quanto concerne la figura delle calciatrici, in tema di tutele lavorative, previdenziali e assicurative.

Il primo aspetto che la curiosità generale vorrà approfondire è quello relativo alla retribuzione, che da sempre, e purtroppo in ogni ambito lavorativo, spesse volte presenta un netto divario tra uomini e donne; tuttavia questo passaggio al professionismo non garantirà alle calciatrici stipendi paragonabili a quelli delle star del calcio maschile, ma darà loro la possibilità di giocarsela nel tempo per portare questo sport a permettere il conseguimento di contratti faraonici come quelli dei colleghi maschi.

Un altro aspetto davvero rilevante, sempre sul tema retribuzioni, è il minimo salariale che dal prossimo campionato sarà garantito alle calciatrici del campionato femminile di Serie Apari a 26mila euro lordi all’anno.
Grazie ai contratti professionistici fatti alle atlete, le calciatrici gioveranno di un contratto collettivo nazionale che stabilisce stipendi più elevati, la maturazione dei contributi pensionistici e altre tutele di tipo legale e sanitario, come i contributi previdenziali, il versamento dell’ Irpef e i contributi per il fondo di fine carriera che garantiranno loro il diritto alla pensione di maternità.

Come precedentemente detto non sarà a partire da quest’anno che le calciatrici strapperanno contratti milionari alla CR7, ma questo ingresso nel professionismo permette loro di iniziare a poter lottare seriamente per arrivare, non è detto quando e se, alla parità salariale; questo aspetto però non dipende solo dagli atleti ma anche da dinamiche di sponsorizzazione e marketing, come ad esempio la visibilità data agli eventi di calcio femminile mediante televisioni e social.


Calcio femminile professionistico, una cosa seria

Se pensiamo che fino a 100 anni fa il calcio femminile era considerato un’indecenza, giungere ad oggi al professionismo è sicuramente un grande passo al di là dell’aspetto economico; infatti, scriveva il British Medical Journal del dicembre 1884, i contatti fisici e gli scontri derivanti dal gioco erano considerati un danno e un brutto vedere per il corpo della donna. Dunque, questa decisione porta un grande balzo di mentalità, o meglio lo certifica, ribadendo la parità dei sessi anche in ambito sportivo e dando alle ragazze la prospettiva di diventare calciatrici professioniste.

Già da qualche tempo a questa parte le "signore del calcio" si sono dimostrate grandi professioniste e abili calciatrici, intrattenendo gli appassionati del pallone in competizioni internazionali anche quado i colleghi maschio non sono stati all’altezza di farlo; ci riferiamo a quanto accaduto nel 2018, fallimento sportivo che purtroppo si ripeterà quest’estate, quando la nazionale di calcio maschile non si qualificò ai campionati del mondo, a differenza delle colleghe che si qualificarono e disputarono ottime gare nel cammino mondiale, mantenendo viva e pulsante la grande passione calcistica che connota l’Italia.


Non solo i calciatori maschi sognano la maglia numero 10

Praticamente ogni ragazzino, calciando un pallone in giardino, sogna di indossare la maglia numero 10 della propria squadra del cuore e sa che, se molteplici fattori andranno nella giusta direzione, potrà incoronare il suo sogno, o almeno ci può sperare. Questo sogno, fino all’altro ieri, non poteva essere fatto dalle coetanee femmine poiché la prospettiva di arrivare alla Serie A era sempre contrastata dalla consapevolezza che non si potesse contare su adeguate tutele per una calciatrice; da quest’ anno in poi anche le ragazzine potranno dedicarsi al massimo per arrivare ad indossare la 10 della Juventus, Roma o Milan, senza preoccuparsi dell’assenza di certezze e garanzie che prima caratterizzava il mondo del calcio femminile in Italia.

Resta scoperto dal professionismo il campionato di Serie B femminile e tutti quelli al di sotto, a differenza di quelli maschili che fino alla Serie C sono considerati professionismo, ma questo nel tempo potrà essere oggetto di modifiche e cambiamenti, con l’estensione del professionismo e di tutte le sue tutele a campionati inferiori femminili.

Quindi grazie a questa decisione epocale, le calciatrici di oggi avranno vantaggiose garanzie e potranno avere la considerazione professionale che meritano, al pari dei colleghi uomini, avendo anche riconosciuto un adeguato trattamento pensionistico ad attenderle al termine della carriera sportiva, e tutte le giovani calciatrici possono continuare a sognare la Serie A, ma una Serie A che darà loro anche il titolo di professioniste.

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